Leggendo alcuni post su twitter ho
visto moltissime persone, per lo più ragazze, che si lamentano del fatto
che non hanno amici, che non escono e stanno giorno e notte al
computer.
Si lamentano perché conoscono solo “troie” e non si trovano
con i ragazzi del loro paese, della scuola e quindi stanno in internet,
su twitter, su tumblr e co per passare il tempo, perché a detta loro,
quello è l’unico posto dove si sentono loro stesse e si sentono capite.
Io,
personalmente, uso i social network. Uso facebook, uso twitter, tumblr e
sto sui forum; mi trovo bene, ci passo del tempo e ho conosciuto molta
gente simpatica e a cui posso dire di essermi anche affezionata, ma
credetemi esco, ho il mio giro di amici e se dovessi scegliere tra un
gelato in compagnia o un pomeriggio su twitter la vita reale fuori avrà
sempre la precedenza.
Penso che l’uomo sia artefice della propria
vita, nel bene e nel male; che riesca ad avere le possibilità di
distruggerla o di migliorarla contando solo su se stesso.
Io non capisco proprio le persone che incolpano solo gli altri per i propri fallimenti, per il proprio dolore.
Siamo sicuri che siano sempre gli altri le persone che sbagliano, che siamo sempre noi i “giusti”?
Non
serve a nulla piangersi addosso, se una persona non è a suo agio con
gli altri è molto probabilmente un suo problema più che un problema
degli altri.
Leggo continuamente di gente che si piange addosso,
dicendo che nessuno li capisce, che non hanno amici e un po’ mi spiace
ma dall’altro lato non capisco.
Avrebbero tutte le potenzialità di uscire e farsi nuovi amici.
Il
problema è che queste persone preferiranno sempre stare a casa, di
fronte a un pc, al sicuro piuttosto che buttarsi nella vita reale.
È
facile fare amicizia su internet e dire di sentirsi capiti. Si è sempre
protetti da uno schermo, da una foto profilo che non è magari la nostra,
da piccole bugie.
Chissà quanti anche con le persone che si trovano
meglio alla domanda come stai rispondono bene anche quando magari sono
in lacrime.
Internet è un bel strumento quando viene usato con la testa, quando non è una priorità.
Siete giovani e in gamba, vivete la vita.
Uscite, divertitevi, fate amicizia. Non sprecate gli anni migliori su una sedia tutto il santo giorno.
Io
potrò dire un giorno di aver passato l’estate dei miei 15, 16, 17 anni
ogni giorno in giro, con le amiche, al grest, ai campiscuola e senza
internet.
Non voglio essere cinica o cattiva ma secondo me i rapporti che contano davvero sono quelli con le persone della vita reale.
Quelli
con persone che ci conoscono davvero, che sanno come stiamo quando
ridiamo, come reagiamo di fronte a un dolore, che sanno quello che
stiamo pensando.
Non sto dicendo che i social network siano una cosa
negativa, anzi a volte aiutano molto ad aprirsi ma non fatene la vostra
unica ragione.
E la prossima volta se realizzate che la vostra vita
non vi piace, che siete circondati da gente che non corrisponde ai
vostri canoni non lamentatevi ma agite. Solo voi avete il potere per
cambiare le cose, nessun’altro.
Ricordatevi che la prima persona in grado di rendervi felici siete voi stessi.
Ti sto amando, davvero.
RispondiEliminaSono d'accordo su tutto quello che hai scritto, condivido al 100%. Innanzitutto condivido sul fatto che la vita sociale, quella che io reputo VERA, non è affatto il computer né un social network. Tra il computer e le amiche sceglierò sempre le amiche e la vita sociale, anzi, ormai al computer ci sto massimo un'oretta al giorno e mi dedico ad altro. Personalmente non sopporto la gente che si piange addosso, che è fiera di essere 'asociale'. Prima mi dispiaceva anche, ma adesso mi infastidisce leggere certe cose. Perché loro pensano davvero di essere perfette, di avere il carattere più facile del mondo, di essere circondate da persone che sono lì pronte ad aprirsi con qualcuno che mette muri davanti a sè. Le persone dovrebbero smetterla davvero di aspettare che siano gli altri a rincorrerle, se davvero quella situazione crea disagio e fa star male, dovrebbero rimboccarsi le maniche e mostrarsi più aperte, aperte al mondo e a nuove esperienze, cercare di propria volontà di aprire un discorso, di essere apprezzate. Ma la verità è che a loro sta bene la situazione, loro amano i social network e questa vita e non la abbandonerebbero mai. Magari capiranno solo quando si renderanno conto che la vita non può racchiudersi in un monitor. Sì, forse sono un po' troppo acidella e accanita su questo argomento, ma a volte leggo tweets del tipo "preferisco stare al computer, avere amicizie sul web, seguire tutto il giorno i miei idoli, piuttosto che fare una brutta fine là fuori e finire su un muretto a farmi le canne". Non ricordo nemmeno chi sia l'autore di questo capolavoro, ma quando l'ho letto volevo morire. A parte quel "là fuori" che dà proprio la misura di come queste persone vivono, ma poi non sono d'accordo su tutto il resto. Come se dovessero dare una giustificazione al loro essere così asociale. Personalmente amo di più uscire, affezionarmi a persone vere e non a degli 'idoli'. Sto bene, mi diverto, e non mi faccio nessuna canna. All'inizio anch'io ero un po' dipendente dal computer, ci passavo le ore e i pomeriggi interi, ma ero più piccolina e comunque non posso dire di essermi persa gli anni migliori perché sono questi gli anni migliori, quelli che sto vivendo in modo che io definisco 'sano', ma comunque non sono mai arrivata a certi livelli che io credo siano assurdi.
Perdona questo poema che forse ti avrà annoiato, magari starai pensando che io sia una pazza e che stia esagerando, che abbia usato espressioni forti, ma è esattamente quello che penso.
"Ricordatevi che la prima persona in grado di rendervi felici siete voi stessi."
Devono iniziare loro, tutto deve partire da loro.
:)
che commento meraviglioso, mi fa davvero piacere non essere l'unica a pensarla così, grazie davvero :D
RispondiEliminacharlotte