Se avete voglia di sfogarvi, di chiedermi un consiglio o un parere su qualcosa, o semplicemente di raccontarmi una vostra esperienza scrivetemi pure un messaggio privato e sarò felice di darvi una mano, tutto in forma anonima ovviamente.
scrivetemi anche all'indirizzo mail blabe91@libero.it
Charlotte ♥
la felicità è un pò come quel grandevole retrogusto di menta che hai dopo esserti lavato i denti, sparisce sempre troppo in fretta.
sabato 18 febbraio 2012
Fucking pride
La presunzione e l'orgoglio sono i cancri del nostro tempo, e ve lo dice una che ne sa a riguardo.
mai essere vulnerabili, mai fare un passo indietro perchè si pensa che le persone siano li li per fotterci. e invece ci autofottiamo da soli.
caliamo le ali, o meglio le nostre arie e scopriamo di più la nostra essenza.
perchè quelli che alla fine ci faranno soffrire di più non saranno gli altri, ma le nostre convinzioni errate.
scusate questo non è un post vero e proprio, era solo una cosa riguardo a me che non so ammettere, almeno non a parole e con gli altri.
mai essere vulnerabili, mai fare un passo indietro perchè si pensa che le persone siano li li per fotterci. e invece ci autofottiamo da soli.
caliamo le ali, o meglio le nostre arie e scopriamo di più la nostra essenza.
perchè quelli che alla fine ci faranno soffrire di più non saranno gli altri, ma le nostre convinzioni errate.
scusate questo non è un post vero e proprio, era solo una cosa riguardo a me che non so ammettere, almeno non a parole e con gli altri.
martedì 14 febbraio 2012
You have the strengh
Leggendo alcuni post su twitter ho
visto moltissime persone, per lo più ragazze, che si lamentano del fatto
che non hanno amici, che non escono e stanno giorno e notte al
computer.
Si lamentano perché conoscono solo “troie” e non si trovano con i ragazzi del loro paese, della scuola e quindi stanno in internet, su twitter, su tumblr e co per passare il tempo, perché a detta loro, quello è l’unico posto dove si sentono loro stesse e si sentono capite.
Io, personalmente, uso i social network. Uso facebook, uso twitter, tumblr e sto sui forum; mi trovo bene, ci passo del tempo e ho conosciuto molta gente simpatica e a cui posso dire di essermi anche affezionata, ma credetemi esco, ho il mio giro di amici e se dovessi scegliere tra un gelato in compagnia o un pomeriggio su twitter la vita reale fuori avrà sempre la precedenza.
Penso che l’uomo sia artefice della propria vita, nel bene e nel male; che riesca ad avere le possibilità di distruggerla o di migliorarla contando solo su se stesso.
Io non capisco proprio le persone che incolpano solo gli altri per i propri fallimenti, per il proprio dolore.
Siamo sicuri che siano sempre gli altri le persone che sbagliano, che siamo sempre noi i “giusti”?
Non serve a nulla piangersi addosso, se una persona non è a suo agio con gli altri è molto probabilmente un suo problema più che un problema degli altri.
Leggo continuamente di gente che si piange addosso, dicendo che nessuno li capisce, che non hanno amici e un po’ mi spiace ma dall’altro lato non capisco.
Avrebbero tutte le potenzialità di uscire e farsi nuovi amici.
Il problema è che queste persone preferiranno sempre stare a casa, di fronte a un pc, al sicuro piuttosto che buttarsi nella vita reale.
È facile fare amicizia su internet e dire di sentirsi capiti. Si è sempre protetti da uno schermo, da una foto profilo che non è magari la nostra, da piccole bugie.
Chissà quanti anche con le persone che si trovano meglio alla domanda come stai rispondono bene anche quando magari sono in lacrime.
Internet è un bel strumento quando viene usato con la testa, quando non è una priorità.
Siete giovani e in gamba, vivete la vita.
Uscite, divertitevi, fate amicizia. Non sprecate gli anni migliori su una sedia tutto il santo giorno.
Io potrò dire un giorno di aver passato l’estate dei miei 15, 16, 17 anni ogni giorno in giro, con le amiche, al grest, ai campiscuola e senza internet.
Non voglio essere cinica o cattiva ma secondo me i rapporti che contano davvero sono quelli con le persone della vita reale.
Quelli con persone che ci conoscono davvero, che sanno come stiamo quando ridiamo, come reagiamo di fronte a un dolore, che sanno quello che stiamo pensando.
Non sto dicendo che i social network siano una cosa negativa, anzi a volte aiutano molto ad aprirsi ma non fatene la vostra unica ragione.
E la prossima volta se realizzate che la vostra vita non vi piace, che siete circondati da gente che non corrisponde ai vostri canoni non lamentatevi ma agite. Solo voi avete il potere per cambiare le cose, nessun’altro.
Ricordatevi che la prima persona in grado di rendervi felici siete voi stessi.
Si lamentano perché conoscono solo “troie” e non si trovano con i ragazzi del loro paese, della scuola e quindi stanno in internet, su twitter, su tumblr e co per passare il tempo, perché a detta loro, quello è l’unico posto dove si sentono loro stesse e si sentono capite.
Io, personalmente, uso i social network. Uso facebook, uso twitter, tumblr e sto sui forum; mi trovo bene, ci passo del tempo e ho conosciuto molta gente simpatica e a cui posso dire di essermi anche affezionata, ma credetemi esco, ho il mio giro di amici e se dovessi scegliere tra un gelato in compagnia o un pomeriggio su twitter la vita reale fuori avrà sempre la precedenza.
Penso che l’uomo sia artefice della propria vita, nel bene e nel male; che riesca ad avere le possibilità di distruggerla o di migliorarla contando solo su se stesso.
Io non capisco proprio le persone che incolpano solo gli altri per i propri fallimenti, per il proprio dolore.
Siamo sicuri che siano sempre gli altri le persone che sbagliano, che siamo sempre noi i “giusti”?
Non serve a nulla piangersi addosso, se una persona non è a suo agio con gli altri è molto probabilmente un suo problema più che un problema degli altri.
Leggo continuamente di gente che si piange addosso, dicendo che nessuno li capisce, che non hanno amici e un po’ mi spiace ma dall’altro lato non capisco.
Avrebbero tutte le potenzialità di uscire e farsi nuovi amici.
Il problema è che queste persone preferiranno sempre stare a casa, di fronte a un pc, al sicuro piuttosto che buttarsi nella vita reale.
È facile fare amicizia su internet e dire di sentirsi capiti. Si è sempre protetti da uno schermo, da una foto profilo che non è magari la nostra, da piccole bugie.
Chissà quanti anche con le persone che si trovano meglio alla domanda come stai rispondono bene anche quando magari sono in lacrime.
Internet è un bel strumento quando viene usato con la testa, quando non è una priorità.
Siete giovani e in gamba, vivete la vita.
Uscite, divertitevi, fate amicizia. Non sprecate gli anni migliori su una sedia tutto il santo giorno.
Io potrò dire un giorno di aver passato l’estate dei miei 15, 16, 17 anni ogni giorno in giro, con le amiche, al grest, ai campiscuola e senza internet.
Non voglio essere cinica o cattiva ma secondo me i rapporti che contano davvero sono quelli con le persone della vita reale.
Quelli con persone che ci conoscono davvero, che sanno come stiamo quando ridiamo, come reagiamo di fronte a un dolore, che sanno quello che stiamo pensando.
Non sto dicendo che i social network siano una cosa negativa, anzi a volte aiutano molto ad aprirsi ma non fatene la vostra unica ragione.
E la prossima volta se realizzate che la vostra vita non vi piace, che siete circondati da gente che non corrisponde ai vostri canoni non lamentatevi ma agite. Solo voi avete il potere per cambiare le cose, nessun’altro.
Ricordatevi che la prima persona in grado di rendervi felici siete voi stessi.
Love me for who I am
Mi fanno sorridere le scene da film e
da telefilm dove lui e lei dopo essersi scontrati “accidentalmente” si
presentano, parlano, bevono un caffè, escono insieme, si innamorano e
vivono felici e contenti.
Vorrei davvero incontrare gli sceneggiatori e dirgli “ma davvero?”
Nella vita reale cose così non succedono, se non in rarissime eccezioni.
Tutti noi abbiamo avuto almeno un amore lampo con uno sconosciuto… amore rimasto appunto tale visto che non si va oltre.
Un paio di sguardi, ammiccamenti, sorrisini e stop.
Siamo codardi. Abbiamo paura a gettarci a capofitto e vedere come va. Abbiamo paura ad approfondire quello scambio di sguardi.
Perché abbiamo paura di ciò che può essere, paura di una rifiuto, di non piacere.
Non sto assolutamente facendo la morale, anzi.
Sarà stata la 2 media la prima e ultima volta che mi sono dichiarata apertamente senza giri di parole a un ragazzo, per essere poi rifiutata visto che preferiva la mia amica.
Da allora mai più, se mi piaceva qualcuno aspettavo di avere delle conferme sul fatto di potergli piacere anche io e poi semmai glielo facevo capire, sennò aspettavo che la cotta sparisse.
Che atteggiamento infantile non trovate?
Dio solo sa quante occasioni, quante belle storie ho perso per questo motivo. Per il timore di fare una figuraccia, di non sentirmi accettata.
Per la idiota paura di sentirsi rifiutati. La paura più comune credo.
Ogni persona, anche chi non lo ammette, ha bisogno di sentirsi accettato e di piacere agli altri.
Ha bisogno della loro approvazione.
Finché lasceremo che la timidezza, la paura del rifiuto ci condizionino non vivremmo mai bene, saremmo sempre a disagio.
Non piacciamo a qualcuno così come siamo? Non importa, siamo sei miliardi su sta terra, per uno non bisogna farne un’dramma.
Di certo ho capito che chi non ci accetta per come siamo non ci ama davvero.
Perciò penso sia sempre meglio farsi vedere subito per quello che si è, sarà più facile capire se si è amati per quel motivo, prima che sia troppo tardi.
L’amore dopo tutto non è istinto prima che testa?
Vorrei davvero incontrare gli sceneggiatori e dirgli “ma davvero?”
Nella vita reale cose così non succedono, se non in rarissime eccezioni.
Tutti noi abbiamo avuto almeno un amore lampo con uno sconosciuto… amore rimasto appunto tale visto che non si va oltre.
Un paio di sguardi, ammiccamenti, sorrisini e stop.
Siamo codardi. Abbiamo paura a gettarci a capofitto e vedere come va. Abbiamo paura ad approfondire quello scambio di sguardi.
Perché abbiamo paura di ciò che può essere, paura di una rifiuto, di non piacere.
Non sto assolutamente facendo la morale, anzi.
Sarà stata la 2 media la prima e ultima volta che mi sono dichiarata apertamente senza giri di parole a un ragazzo, per essere poi rifiutata visto che preferiva la mia amica.
Da allora mai più, se mi piaceva qualcuno aspettavo di avere delle conferme sul fatto di potergli piacere anche io e poi semmai glielo facevo capire, sennò aspettavo che la cotta sparisse.
Che atteggiamento infantile non trovate?
Dio solo sa quante occasioni, quante belle storie ho perso per questo motivo. Per il timore di fare una figuraccia, di non sentirmi accettata.
Per la idiota paura di sentirsi rifiutati. La paura più comune credo.
Ogni persona, anche chi non lo ammette, ha bisogno di sentirsi accettato e di piacere agli altri.
Ha bisogno della loro approvazione.
Finché lasceremo che la timidezza, la paura del rifiuto ci condizionino non vivremmo mai bene, saremmo sempre a disagio.
Non piacciamo a qualcuno così come siamo? Non importa, siamo sei miliardi su sta terra, per uno non bisogna farne un’dramma.
Di certo ho capito che chi non ci accetta per come siamo non ci ama davvero.
Perciò penso sia sempre meglio farsi vedere subito per quello che si è, sarà più facile capire se si è amati per quel motivo, prima che sia troppo tardi.
L’amore dopo tutto non è istinto prima che testa?
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